India , Principessa Zaffiro.

Non so come si chiami il miglior momento della giornata per voi , per me si chiama India.  E’ il momento in cui rientro a casa e mi viene incontro con tutta la sua forma tondeggiante e il sorriso più dolce del mondo , di chi ti osserva dentro e ti dice che ancora oggi non si è stancata di prendersi cura di te, di chi pensa alla sua realizzazione, come alla tua felicità soltanto.

Cara India,

se non fossi un cane saresti il mio angelo custode o forse a pensarci bene sei già sia uno sia l’altro e dai forma ogni giorno alla mia serenità. India sei  arrivata quando le cose non andavano bene, tutto intorno a me era arido, bruciato , ti sei seduta accanto a me al canile , fianco al fianco mio , come fossi incollata , magnetizzata inesorabilmente vicino al mio essere, mi hai guardato negli occhi con uno sguardo umano , dicendo di non avere paura. Occhi che scuotono chiunque li scruti , una piantina , una fogliolina verde . Hai deciso. Deciso che non potevo farcela senza di te, hai messo da parte tutto il canile , tutti i desideri e mi hai diretto le tue attenzioni spronandomi ad uscire, a non rimanere sola in casa mentre Emilio usciva con Marley, perchè insieme mamma tutto è più bello, perchè in due la strada era più facile, anche le salite , godendo insieme delle discese e della felicità di dividere un gelato in due.

India amica mia, tu mi insegni la pacatezza, tu ragioni e sai calmarmi , in questa vita fatta di rincorse per riprendere se stessi , ti abbandoni alla serenità degli eventi e sai che prima o poi le cose andranno per la loro strada, perchè nel flusso delle cose noi umani abbiamo dimenticato istinto e dedizione.

Ti ho chiamato India perchè come gli Indiani delle epoche che furono , ascolti e parli al cuore di chi sa ascoltarti, il ritmo della natura ti appartiene  . Sei dolcemente amara quando vuoi, richiedi il rispetto e con riverenza apprezzi tutto ciò che nella tua vita di cane hai o non hai mai avuto.

Prendermi cura di te mi ricorda di quanto donare agli altri mi scateni ancora una gioia inestimabile, mi fa sentire viva, lo ha sempre fatto , la sensazione di aver incastrato il pezzo di puzzle al posto giusto nel momento in cui qualcuno non sa farlo .

Di questo ti ringrazio, hai preso i pezzi di me sparsi sul pavimento e con impegno giorno dopo giorno hai cominciato a ricomporlo. Non mi hai chiesto niente, mi hai amato da subito per le mia fragilità e hai capito che il nostro mondo insieme sarebbe stato bellissimo ed è bellissimo Principessa Zaffiro , come ti chiamo sempre.

Le principesse sono da sempre in perfetta forma , ma la forma più bella di te è quella del tuo cuore.

LA TUA.

Il male minore

Quando il gioco si fa duro, allora i duri iniziano a giocare. Sono contenta di come va, sono contenta di poter dire quasi sottovoce che sto tenendo testa alla bestia nera, la tristezza nel cuore che ti porta via il sorriso , quel sorriso che tante persone dicevano ti caratterizzasse…una ragazza proprio solare , con un ‘interiorità compromessa, pari ad una cristalleria in centro piena di turisti giapponesi che smaniano per comprare , guardare, osare , scuotere il terreno

Un equilibrio rotto dall’ultima foglia ammucchiata sopra le altre , ma che pesa come un macigno.  L’ esecuzione della condanna che ho dato a me stessa è stata la più spietata , ancor di più di quella degli altri , non trovavo alibi , non trovavo un escape room dove nascondermi , ero io pura amara e in bilico nelle direzioni della mia vita.

Mai far finta che è normale, mai dire che ce la si fa quando non è così , non possiamo vivere la vita che gli altri ci obbligano e piegare il capo dall’ altra parte come una preda rassegnata, saremo sempre il male minore per alcune persone, saremo sempre quelli non allineati ai loro standard , ma tutto questo dovrà solo confortarci di star facendo la cosa giusta per noi.

” Perchè non ha detto , perche non ha fatto” come dice Niccolò Fabi, è il momento di chiedersi se si è felici , se si ha abbastanza o o è il momento per vivere a pieno questo nostro presente che è gia’ passato appena lo nominiamo ?

Lo sai che anche tu che mi stai leggendo sei importante? Anche tu che hai perso il lavoro, che sei tradita e non glielo dici che lo sai , che ti senti discriminato. Io mi ero scordata di dare un valore a me stessa, mi ero rinchiusa fuori dalla vita, un destino di sconforto che mi configuravo e cucivo addosso  , mentre grattavo il fondo delle emozioni peggiori che avessi mai provato. Tutto questo mi ha elettrizzato l’anima sino alle sue radici più profonde e per tanto non mi ha dato modo di amarmi più. Poi la vita è tornata a bussare alla mia porta e mi ha permesso di risalire giorno dopo giorno , mese dopo mese la corrente , perchè cercavo la luce prima , cercavo e non la trovavo, non la meritavo.

Mi indicavano in tanti la strada e io non gli credevo, non era la mia , piangevo perchè la felicità non la si può insegnare, la felicità per me era capire che il cuore si commuoveva ancora davanti alla mia vita con lo slancio geniale del calciatore che entra in campo .

Vi lascio ad un weekend caldo di Luglio, indossate le vostre scarpette e godetevi questo match con quello che mia nonna mi diceva sempre:

” Forza nonna, a combattere con la vita! ” ed è questo che faccio ogni giorno.

 

 

 

ALLO SPECCHIO

Sono sempre stata fragile o lo sono diventata? Questa domanda rincorre nella mia mente e per quanto ci si arrovelli , so già che dovrò fare a meno della risposta per molto tempo.

Questi mesi sono stati duri, sono una persona pessimista che si nasconde da ottimista forse, ma ultimamente mi riesce difficile essere sorridente, troppo, mi urta persino il pensiero.

Eppure proprio io, che sono sempre stata additata per la ragazza della porta accanto , col buon umore impresso in faccia, non riesco proprio ad adeguarmi a quel canone di me ora che non sono più adolescente, ora che il gioco si fa duro. Guardo certe foto e mi chiedo quanto sarebbe stato bello esserne consapevole in quei momenti, in cui la storia era fatta di una semplice trama lineare.

La lunga strada che porta verso casa attraverso i campi mi fa stare bene, sono i miei magnifici cinque minuti di percorso immersa nel nulla dove sfreccio dentro me stessa e vivo tutto senza portare a casa niente.

Il colore del mio respiro è teneramente alla ricerca di un aiuto, aiuto per gridare al mondo che sono arrabbiata, che basta, che anche io voglio volere . Mi basterebbe un piccolo gesto, una locomotiva di certezze indissolubili a cui appellarmi, un appendice che mi dica , in fondo, da che parte andare.

Ritratto di un nonno Pasquale

Poche parole. Descrizione di un attimo. Un ‘emozione fortissima.

Quello che ti rimane poi,  è un ricordo dolcissimo e un nome buffo , che non avevo mai dovuto pronunciare , ma pur

sempre un nome da nonno il tuo, Pasquale, mentre tu mi hai sempre chiamato per nome, Emanuela.

La camicia era bianchissima e le carte da gioco ,asciutte per l’uso frequente, gli scivolavano dalle mani come fossero

petali di un fiore.  Eppure,di questa morbida normalità sento la mancanza, perché dei soldi non me ne farò nulla

quando non ci sarà , ripetevo da adolescente, adesso trattengo tra le mani la foto che porto dentro di me e mi convinco

di quanto avessi amaramente ragione.

Un nonno , il mio, che da sempre sapeva parlare al cuore delle persone in silenzio, le parole vere non erano il suo forte

e la comunicazione avveniva in modo paraverbale , con i gesti del viso, piuttosto che i suoni.. il più delle volte;

Una dura copertina rigida nascondeva il più magico dei racconti  ,  mondi dei quali non conoscevo l’esistenza; io nipote ,

amavo profondamente quest’uomo , passare del tempo con lui  mi ha insegnato ad avere curiosità e sapeva intrattenermi come io stessa a volte, sebbene con l’inventiva di una bambina, non ero capace.

E’ quando siamo vicini a perdere tutto , che questo tutto diventa tale.

il Diritto alla Felicità

La scelta dell’abbandono non è mai quella semplice, mi ritrovo a parlare di eutanasia dei rapporti perché mi rivedo giorno dopo giorno circondata dalla sofferenza e dalle diverse forme di rabbia delle persone, che mi sfiorano in metropolitana, che litigano per un tamponamento, che discutono su chi eravamo e cosa stiamo diventando.

Li guardo ad uno ad uno mentre cavalco i binari tra una fermata e l’altra , penso a cosa facciano , dove vadano , chi li aspetta a braccia aperte o conserte , chiedendomi superbamente se anche loro in fondo stanno facendo valutazioni su noi altri. Cosa prova ognuno di noi , è complicato spiegare cosa significhi passare un periodo difficile, perché nessuno sa poi quanto e come questo si possa misurare.

A volte ci crogioliamo, altre gridiamo il nostro nome ,perché vogliamo che qualcuno sia la nostra scialuppa, vogliamo lasciarci salvare.

Non possiamo pensare che sia tutto qui, non vogliamo credere che sia tutto così già sistematicamente previsto, un alba e un tramonto in sequenza per un numero incalcolabile di opportunità di vivere la propria vita quotidiana e lasciare che l’energia delle cose, queste belle sfere dette emozioni ci trapassino.

Credo fermamente nei sogni, nel diritto alla felicità , sono poche dolcissime certezze, sono briciole che prendo col dito e con cui ogni tanto mi concedo una conferma di questa delicata assurda cavalcata che è la vita.

Anche tu avevi diritto alla felicità, ricordiamo a noi stessi sempre , tutti i giorni,  tra i drammi più brutti,  che il sole esiste per tutti.

Ciao Valentino

Testa e Cuore

Il giorno in cui andiamo a scuola impariamo che per molto tempo saremo inquadrati e non sarà più un gioco davvero.

Impariamo che il sale brucia e che le scottature guariscono in tanto tempo . Iniziamo a contare , a leggere e scrivere , questo ci servirà fino a quando i nostri capelli saranno bianchi e la nostra schiena curva … ma quando ,riflettevo , impariamo la sessualità?

Parlando oggi con due amiche-mamme ci siamo chieste intorno a un tavolo e un sushi , come fanno i genitori di oggi a relazionarsi coi figli su questo argomento, ci si sente inappropriati, elefanti in una cristalleria, con l’ambizione di metterli in guardia e istruirli da quella che potrebbe essere un precipitoso e improvviso scoperchiare il vaso di Pandora, la sessualità , spietata, fredda , adolescenziale , poco intelligente … perché anche la testa va d’accordo col cuore.

Siamo in grado di accontentarci di discorsi preconfezionati , che prima i nostri padri avevano fatto a noi per stare tranquilli o potremmo davvero fare di più?

Un paese strano il nostro. A volte ci imbarazziamo per frasi spinte dette ad alta voce, per sguardi e situazioni , altre , invece, bypassiamo il vomitevole teatrino che la comunicazione ci impacchetta e apparecchia , immagini della donna alla viglia della festa dell’ 8 Marzo , che pare al circo dire “eccomi…”

Anche l’ uomo , dal canto suo, ha le sue responsabilità , deve essere scultorea presenza , asintomatico, perfettamente sotto controllo e chiaro, in un silenzio assenso.

Il sesso spiegato ai figli, come spiegarlo così? Come spiegare che la scoperta del corpo è un processo , che siamo fatti di carne ed ossa ma anche anima e emozioni ? Che il corpo richiede rispetto e si merita stima, che tutto vale la pena e tutto ha senso se siamo e amiamo per primi noi stessi, perché l’ irrefrenabile desiderio di avere un partner anche nella sessualità deve passare da quel filtro . Un filtro potente e difficile da gestire.

Vale la pena provarci, è come raccontare un arcobaleno a chi non l’ha mai visto. Gli sbagli ci potrebbero essere, ma anche la priorità di insegnargli che il sesso ha i suoi colori , i suoi tempi, belli , bellissimi, che nel trovare questi tempi in accordo con la nostra vita troviamo anche noi stessi e ci creiamo come persone, diventiamo uomini , diventiamo bellissime donne che ricercano approvazione, la sensualità di un rossetto, un passo di danza, un passo a due.

Emanuela

Costruire

Il mio regalo di Natale, ovunque voi siate, vi abbraccio tutti

Emanuela

Chiudi gli occhi
immagina una gioia
molto probabilmente
penseresti a una partenza

ah si vivesse solo di inizi
di eccitazioni da prima volta
quando tutto ti sorprende e
nulla ti appartiene ancora

penseresti all’odore di un libro nuovo
a quello di vernice fresca
a un regalo da scartare
al giorno prima della festa

al 21 marzo al primo abbraccio
a una matita intera la primavera
alla paura del debutto
al tremore dell’esordio
ma tra la partenza e il traguardo

nel mezzo c’è tutto il resto
e tutto il resto è giorno dopo giorno
e giorno dopo giorno è
silenziosamente costruire
e costruire è potere e sapere
rinunciare alla perfezione

ma il finale è di certo più teatrale
così di ogni storia ricordi solo
la sua conclusione

così come l’ultimo bicchiere l’ultima visione
un tramonto solitario l’inchino e poi il sipario
tra l’attesa e il suo compimento
tra il primo tema e il testamento

nel mezzo c’è tutto il resto
e tutto il resto è giorno dopo giorno
e giorno dopo giorno è
silenziosamente costruire
e costruire è sapere e potere
rinunciare alla perfezione

ti stringo le mani
rimani qui
cadrà la neve
a breve

( Niccolò Fabi,” Costruire” )